Luca Leonardini - Innovazione Esponenziale

Ho pubblicato alcuni post sul concetto di innovazione esponenziale e sull’importanza per le aziende o per le organizzazioni di ogni tipo (incluse quelle politiche) di comprenderne la dinamica e gli effetti per imparare a reagire, a mettere in atto le contromisure necessarie per cavalcare l’innovazione anziché rincorrerla o peggio esserne travolti.

È scientificamente provato che la velocità dell’innovazione è esponenziale e non lineare come invece per natura tendiamo a percepirla. (“La singolarità è vicina” di Raymond Kurzweil). Questo significa che solitamente rimane meno tempo di quello che si pensa, tra l'affiorare dei primi sintomi e l'esplosione della crisi vera e propria - il raggiungimento di un punto di non ritorno. Ricordando Hemingway:

“How does a man go broke? Gradually, then suddenly.”

Facciamo un esempio di progressione esponenziale per arrivare a 1. Partendo da 0,03125 si arriva a 1 in 5 balzi raddoppiando ogni volta. Il punto è che il passaggio da 0,03125 al suo doppio 0,06250 è impercettibile, così come lo è da 0,06250 a 0,1250 e rimane impercettibile fino all’ultimo incremento prima di uno. Le cose cambiano quando da 1, continuando a raddoppiare, si arriva a 128 con solo sette incrementi: è a questo punto, dopo aver raggiunto “uno”, che il fenomeno dell’innovazione esponenziale diventa inarrestabile.

Provo ora a contestualizzare la mia osservazione con gli esempi di Uber, Airbnb, Amazon, Spotify, Netflix, Bitcoin, non ultimo Megabus in Italia. Purtroppo quando si ignora il concetto di innovazione esponenziale, la reazione scontata è quella che abbiamo davanti agli occhi: auto rovesciate e bruciate contro Uber in diverse capitali europee, proteste e denunce di illegalità contro queste iniziative, politici e sindacati che promettono battaglie legali, ecc.

Luca Leonardini - Innovazione Esponenziale 2

Il fatto è che tutte queste proposte di innovazione dirompente sono state completamente ignorate e incomprese quando si trovavano nella fase di raddoppio incrementale impercettibile (prima di arrivare a 1, a 2, al massimo 4). Ora che sono esplose, non possono più essere fermate. Le battaglie legali dei politici o dei sindacati, i disordini sociali che inevitabilmente scaturiranno serviranno solo a ritardare, non ad arrestarne la diffusione.

Allora come muoversi in questo scenario?
Con la consapevolezza che le innovazioni alle quali assistiamo non possono essere affrontate con i soliti strumenti e atteggiamenti che creano contrapposizioni. Tutte queste innovazioni sono la risposta naturale ai bisogni delle persone da parte dell’ecosistema che sta sviluppandosi a livello planetario. Uber, Megabus, Netflix e tutti gli altri sono nati, esistono e crescono per risolvere problemi che altre organizzazioni o aziende preposte, non hanno capito e non sono capaci di risolvere.

La chiusura dell’articolo di Huffington su Megabus che riporta il commento di un operatore è interessante e significativa: “Ci mancavano solo questi, coprono le nostre stesse tratte a un decimo. Come diavolo fanno? Non è giusto, non è una concorrenza corretta.” 

No, in questo caso (come in tutti gli altri) il problema non è la concorrenza sleale, bensì la mancanza di un’attenta analisi e comprensione dei nuovi modelli di business (cioè di come creare, sviluppare e distribuire valore sul mercato attraverso un'attività) e delle dinamiche del mercato da parte di enti, aziende e organizzazioni che vedono minacciate le loro posizioni e che come unica capacità di risposta, sino ad oggi non trovano di meglio che difendere l'indifendibile.
Come possono reagire? Innanzitutto comprendendo la logica dell’innovazione esponenziale e le dinamiche che questa crea nel mercato ed in secondo luogo ponendo l'esperienza del cliente al centro della soluzione di ogni problema da risolvere.