C’è forse bisogno di ricordare che la società sta cambiando? Che la cultura è in piena evoluzione? Che il mercato è cambiato? Che di conseguenza anche i clienti cambiano? Non credo. Penso che si tratti di fenomeni dei quali bene o male siamo tutti consapevoli.

Tuttavia non nascondo delle perplessità in merito al livello di consapevolezza di alcuni imprenditori. Infatti per alcuni di essi (non è questione di età e neppure di livello di istruzione) è come se questi cambiamenti in atto fossero sganciati dalla loro piccola o media realtà imprenditoriale; peggio, come se ne fossero addirittura estranei. I sintomi che internamente segnalano esigenze (impellenti) di cambiamento sono numerosi, ma non li colgono, oppure, come spesso accade gli ignorano. Nessuno ha mai preteso che la strada per l’innovazione sia in discesa, ma purtroppo tali premesse anticipano sventure già scritte prima che accadano.

E’ noto invece che il perdurare di un periodo di difficoltà rappresenta il momento più propizio per avviare un percorso di cambiamento e di innovazione: alcuni esempi storici provengono da HP fondata nel 1939, da FedEx fondata nel 1974 o da Microsoft fondata nel 1975. Per questo vale la pena ricordare che se è vero che in questo periodo molte aziende sono costrette a chiudere, è anche vero che molte altre aprono e lanciano la loro sfida alla crisi.

La sfida all’innovazione è sempre aperta. Ma la vince solo chi esce dagli schemi dominanti del pensiero comune, chi si mette in discussione, chi pone domande alle persone giuste, chi cerca risposte, chi ascolta. La sfida all’innovazione la vince l’individuo che vuole cambiare per primo senza aspettare che qualcun altro decida per lui.

Innovazione, Luca Leonardini