Business Innovation Manager, Luca Leonardini

L'Italia è il paese della creatività per eccellenza, ma troppo spesso si confonde l’innovazione con la novità: di conseguenza molte imprese si trovano a dover chiudere perché incapaci di interpretare l'innovazione in modo adeguato.

Oggi un approccio strutturato all’innovazione in azienda passa attraverso la figura del responsabile dell’innovazione (Business Innovation Manager). Per le aziende di piccole e medie dimensioni è preferibile che operi come figura professionale esterna incaricata a tempo determinato. Il ruolo di questo responsabile si fonda sul concetto che l’innovazione che crea valore è quella culturale, non tanto quella tecnica o di processo le quali da sole non assicurano la competitività dell’impresa.

In tale ottica il Business Innovation Manager promuove e gestisce l’innovazione nel senso più ampio includendo lo studio e l’introduzione di nuovi servizi o prodotti, l’innovazione di processi, ma soprattutto il metodo e l’approccio per la ridefinizione dei modelli di business e dei paradigmi di riferimento. Il suo ruolo rappresenta un vero e proprio aiuto per l’imprenditore costantemente assorbito dai problemi della quotidianità: una volta definite di concerto le aree di intervento, il responsabile dell’innovazione presidia e gestisce le risorse, concorre a sviluppare una nuova cultura d’impresa capace di valorizzare la creatività e sopratutto trasforma le idee innovative in vantaggi concreti per l’impresa.

Sono molteplici le strategie - spesso complementari tra loro - da adottare per raggiungere questi obiettivi; tra esse non possono mancare il Lean Six Sigma (riduzione sprechi e difetti, cultura del miglioramento continuo), il Web Marketing e Social Media (forte orientamento al cliente e miglioramento continuo), lo Slingshot (creazione di nuovi oceani blu), la Gestione dei Contenuti Digitali (ottimizzazione dei processi di comunicazione). Queste e altre importanti leve strategiche concorrono a valorizzare la creatività offrendo un forte stimolo alla trasformazione della cultura d’impresa nonché alla crescita economica. 

Non dimentichiamo che una società incapace di valorizzare la creatività come la risorsa principale del patrimonio genetico nazionale, non offre stimoli al tessuto economico e non costruisce i presupposti necessari per una crescita sostenibile.