Risposta al post di Antonio Socci su Steve Jobs

Caro Antonio, rispondo al tuo post odierno con una battuta di spirito fra toscani: che Steve Jobs non fosse il Messia ce ne eravamo già accorti prima del tuo post! ;-D Fatta questa premessa ludica, questo è il mio commento:
- ti ammiro moltissimo come autore,
- concordo pienamente sul fatto che l'agire dei media è perverso e aggiungo che i media aspettano questi momenti per fare cassa,
- concordo sul pensiero che il rumore dei media serve a riempire il vuoto di molte esistenze,
- ti ringrazio per aver citato gli esempi di italiani illustri: non li conoscevo e sono contento di averlo imparato da te,
- concordo sul pensiero finale che tutto questo chiasso avrebbe disturbato una persona esageratamente schiva e riservata come Steve (i suoi funerali e le poche notizie che circolano ne sono la conferma).
Tuttavia vorrei aggiungere che non condivido affatto la definizione di "grosso industriale". Sembra che tu l'abbia buttata lì. Se mi permetti Steve Jobs è stato molto, ma molto di più: è stato un uomo che attraverso una passione smisurata per la perfezione, un amore sconfinato per la cura dei dettagli attraverso le infinite difficoltà della vita - che tutti viviamo e conosciamo - ha saputo con grande umiltà, con grande coraggio, con altrettanta tenacia e determinazione, rivoluzionare il mercato della telefonia, quello della musica, quello del cinema, quello della grande distribuzione. Ti basta?
Un mio amico dice di lui una cosa molto vera: "ha saputo essere un uomo rinascimentale nel XXI secolo". Aggiungo inoltre una cosa meno nota ai più. La Apple è tra le aziende più ricche al mondo per una ragione molto semplice: non ha debiti. Steve non è mai sceso a patti con la finanza e con i suoi sporchi trucchi dimostrando un grande senso di responsabilità sociale e di rispetto nei confronti della famiglia umana. La frase "colui che ha cambiato il mondo" è una sparata da attribuire ai media - ripeto, per fare cassa! - che urta la suscettibilità delle persone di buon senso. Credo sia più corretto dire che ha cambiato molte cose di cui facciamo quotidianamente esperienza: il modo di usare il telefonino, il modo di ascoltare-comperare la musica, il modo acquistare i prodotti senza dimenticare gli ultimi 15 anni di grandi film di animazione. Non mi sembrano bruscolini. Tutto questo aiuta a comprendere e a legittimare il gran chiasso che in questo periodo si farà intorno al suo nome: pensa che c'è già una biografia in arrivo, non tarderà ad arrivare il film sulla sua vita e via discorrendo. Steve Jobs ha raggiunto tutti quei traguardi da solo, con le sue forze senza cessare mai di pensare che per dare senso alla propria vita sia necessario credere profondamente in qualcosa ("nel karma, nel destino, nell'istinto …"). A me pare che sia un esempio molto significativo per tutti quelli che vogliono farne tesoro a vario titolo nella propria vita. Cattolici e non cattolici.
Ciao Antonio,
un abbraccio sincero,
Luca
PS: update giugno 2015 - Il post originale "Ora basta! Steve Jobs non era il Messia!" (ottobre 2011) è stato cancellato o spostato dalla posizione iniziale del sito di Antonio Socci.



