Un Nuovo Inno Al Cambiamento

Mastichiamo annoiati i prodotti dell'opulenza: ma con l’ingordigia degli epuloni e con la rabbia di chi non ha fame. Cammin facendo abbiamo perso il gusto delle cose ed abbiamo un disperato bisogno di riempire l’esistenza di significato.
E’ proprio dei giovani percepire l’usura dei moduli che non reggono più e invocare rinascite che si ottengono solo con radicali rovesciamenti di fronte, non con impercettibili restauri di laboratorio.
Guardiamoci dalle false sicurezze del recinto, dalla noia della ripetitività rituale, dalla fiducia incondizionata negli schemi noti. Quando prevale in noi il fascino dello status quo, troviamo la forza di abbandonare gli accampamenti.
... la chiusura alla novità e l’adattamento agli orizzonti dai bassi profili ci offrono solo la malinconia della senescenza precoce.
Vi propongo queste frasi (da me solo leggermente adattate per rispetto nei confronti dell’autore) perché mi colpiscono per due motivi. Il primo riguarda il contenuto: un inno molto significativo al cambiamento nel quale si coglie l'invito a non adattarsi agli schemi e l'incoraggiamento a valorizzare le scelte che danno significato alla vita. Il secondo invece riguarda il contesto, la provenienza: una preghiera! Sicuramente queste frasi rappresentano per tutti (credenti e non credenti) un richiamo originale ed universale nonché un ottimo spunto di riflessione sul tema dell’innovazione che arricchisce di significato la vita dell’azienda e delle persone che la vivono. Ma ci sono buone probabilità che un credente sensibile al tema dell’innovazione e del cambiamento, rimanga doppiamente stupito dal valore di queste affermazioni sull’innovazione significativa nel momento in cui scopre che appartengono ad una preghiera scritta da Don Tonino Bello per commentare il miracolo delle nozze di Cana.
Immagine: Dipinto di Paolo Caliari detto il Veronese del 1563 custodito al Louvre. La versione integrale del testo di Don Tonino Bello scaricabile qui sotto in formato PDF.



