Riflessione sulle debolezze italiane

Osservando le mie esperienze vissute nel nostro paese e confrontandole con quelle vissute in altri paesi, limitandomi al solo ambito professionale e lavorativo, ho notato come in Italia una persona che si ponga con gentilezza e disponibilità nei riguardi dei suoi interlocutori venga percepita negativamente e non accettata come invece avviene negli altri paesi europei o extra europei. Credo che l'essere disponibili, educati e il porsi in ascolto dell'interlocutore significhi avere e dimostrare rispetto e attenzione per l'altro come individuo. O almeno io faccio sempre così. Lo faccio per la mia indole naturale sorridente e positiva, libera da pregiudizi. Lo faccio perché per fare bene il mestiere del consulente, è indispensabile sapere ascoltare. Ma lo faccio anche e soprattutto per via del mio approccio culturale diverso, perché professionalmente e civilmente non sono cresciuto in Italia, bensì in Belgio e in Germania, due paesi nei quali ho vissuto quasi la metà della mia esistenza. Invece in Italia, il paese dei furbi ("quelli dotati di furbizia e di astuzia") e dei furbetti ("gli stupidi che si credono furbi") porsi in questa modalità è considerato una debolezza, quindi qualcosa di cui potersi approfittare. Sorriso, gentilezza e disponibilità nella mente del furbetto sono sintomi di debolezza, rappresentano un'opportunità ghiotta da cui cercare di trarre il massimo beneficio gratuito possibile. Non generalizzo mai e mi guardo bene da fare di ogni erba un fascio, ma questo fenomeno è italiano al 100%. Purtroppo. Il problema è che, come diceva il Signor Arthur Schopenhauer, "l'intelligenza è invisibile per l'uomo che non ne possiede". Per cui il furbetto, non rendendosi conto di avere davanti una persona intelligente, attua impunemente i propri piani credendo di farla franca, pensando di riuscire a "fregare il pollo" traendone un qualche beneficio. Invece nella realtà i piani dei furbetti, per la loro miseria umana e professionale, si smascherano da soli e così facendo, senza che se ne rendano neppure conto, confezionano anche delle gran figure da cioccolatai. Sono convinto che i furbetti non sono altro che l'effetto di un disagio molto diffuso nella nostra società. Rappresentano il sintomo dell'assenza dei valori di base quali l'umiltà, la fiducia, il rispetto, la saggezza, l'empatia. Il punto però non è come difendersi dai furbetti, quanto piuttosto come essere tutti quanti ispirati e guidati dagli stessi principi e dagli stessi ideali: infatti se così fosse, ai furbetti verrebbe a mancare il contesto nel quale vivono. Equivarrebbe a gettare via l'acqua dalla vasca dei pesci: non potrebbero sopravvivere a lungo. Ma come scrollarsi di dosso i furbetti? Pensando alle parole che Dante fa pronunciare a Virgilio all'inizio del viaggio nei gironi infernali: "Non ti curar di loro, ma guarda e passa!"



