Nella tarda mattinata di oggi ho postato il mio articolo sul tema del social business, ispirato ad un'intervista pubblicata su Fast Company e in tutta onestà non pensavo di tornare sull'argomento dopo … soltanto poche ore. Ma l'occasione merita: nel pomeriggio ho scaricato i feed da NetNewsWire e sono rimasto sorpreso da questo nuovo articolo. Lo spunto è irresistibile.

Michael Brito invita a superare con il social business quanto già accaduto negli ultimi anni con i social media e chiede se in giro c’è qualcuno che si propone per scrivere un libro sull’argomento da affrontare parlando di soluzioni vere e concrete da portare ai problemi veri e concreti delle aziende. Nel caso in cui ci fosse qualche interessato, questi sono gli ostacoli con i quali si dovrebbe misurare:

  1. Caos organizzativo: non si capisce perché in una società libera e aperta, i contenuti pubblicati sui social media vengano gestiti con criteri di censura che ricordano la Stasi e il KGB, ma soprattutto, in conseguenza di questo fattore, perché molti impiegati vengono licenziati a causa dei loro commenti sui social media.
  2. Confusione di ruoli: chi fa che cosa? Quale funzione aziendale detiene il social business: PR, Marketing, Customer support?
  3. Misurare il ritorno del social business: chi lo fà? Come si fa? Ognuno ha la sua idea.
  4. Adattare i contenuti globalmente: tradurre e localizzare i contenuti in funzione delle regioni e delle aree geografiche è una ferita aperta in molte aziende alle prese con processi non flessibili, lenti, non efficienti e in molti casi moltiplicati per il numero di lingue o di mercati.
  5. Confusione sul titolare dei progetti ICT: chi decide l’adozione di una soluzione ICT di cui il Marketing trarrà beneficio? Il reparto IT o il Marketing o chi altro?
  6. Per non citare i contrasti interni: le barriere alla comunicazione, gli ostacoli creati dalle divisioni e dai contrasti interni tra reparti o business unit.
  7. Coordinare tutti i canali per comunicare efficacemente un messaggio univoco a tutti: dov’è l’efficacia della comunicazione (e dell’investimento) quando un’azienda “tira sù” diverse pagine di Facebook, diversi account di Twitter e diversi micrositi gestiti tutti da entità diverse?

Per leggere l’articolo originale: Seriously someone should write a book about social business.

Ho scelto l'immagine dell'articolo dal Glenn's Blog.

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