Il Valore Dei Contenuti Collegati

L’innovazione di valore non “accade”.
Essa è il risultato di una precisa strategia e a mio avviso l’area della gestione dei contenuti digitali è una delle meno sfruttate per costruire innovazione. I contenuti rappresentano la linfa vitale di un’organizzazione, sono essenziali per la comunicazione sia interna che esterna, ma la loro gestione, in molti casi, presenta tutt’ora ampi margini di miglioramento in termini di flessibilità e di efficienza. In questa prospettiva il DAM (Digital Asset Management) si pone come la soluzione che massimizzando il valore dei contenuti, migliora la governance dei processi di comunicazione.
Cosa sono i “contenuti”?
In ogni di settore quando si parla di “contenuti” il riferimento diretto è a quattro elementi di base: i testi, le immagini, i file audio e video creati dagli utenti a scopo personale o professionale e condivisi sul web attraverso un’ampia gamma di piattaforme e strumenti. Nell’ottica di una corretta gestione dei contenuti è naturale cercare, trovare e gestire in una soluzione DAM, testi ed immagini che sino a ieri sono stati gli elementi principali della comunicazione aziendale di ogni tipo: commerciale, legale, tecnica, finanziaria, marketing, ecc. L’esplosione delle tecnologie che alimentano e sostengono la diffusione dei tablet e degli e-reder ha trasformato profondamente il concetto di pagina in un’entità logica molto più flessibile e molto più profonda di quanto eravamo abituati ad intenderla. La pagina oggi può essere letta e usufruita in molti formati diversi e soprattutto - attraverso collegamenti o materiale “embed” - può contenere una quantità di informazioni impensabile sino a poco tempo fa. L’esperienza dell’utente finale si è enormemente arricchita: infatti usando tablet, portatili, e-reader, smartphone l’utente stampa i contenuti in un PDF, legge una pagina web dinamica con video, presentazioni e link incorporati che condivide sui social media.
Perché è importante strutturare i contenuti?
Dal momento che la strategia per la gestione dei contenuti consente di condividere, distribuire, tradurre, pubblicare informazioni su ogni tipo di piattaforma e di device con la massima efficienza, risulta evidente come la capacità di strutturare i contenuti e di gestirli, sia un “must-have” per consentire all’azienda di costruire processi di comunicazione efficaci, snelli e flessibili. Ridurre il “time-to-market” e migliorare la qualità della comunicazione, per l’impresa sono elementi di grande valore strategico che ne consolidano il margine competitivo. Pensiamo a quanto appena accennato: sino a pochi anni fa era inimmaginabile incorporare video e presentazioni in un impaginato. Oggi è uno standard. Inoltre la realizzazione di impaginati per i tablet ha raddoppiato il numero delle pagine di una pubblicazione, poiché per ciascuna pagina visualizzata ne occorre una orizzontale ed una verticale, ciascuna con il suo layout. Gestire questa mole di contenuti senza un’adeguata strategia, può rivelarsi un brutto incubo, e chi deve gestire pubblicazioni per una campagna di comunicazione multilingue su scala globale ne è ben consapevole. La tecnologia tende a semplificare e migliorare costantemente l’esperienza dell’utente finale, ma in un certo senso rende più delicata la governance dei processi di comunicazione globale. Ecco perché strutturare i processi di comunicazione in modo flessibile ed efficiente è condizione imprescindibile per raggiungere gli obiettivi di business. E’ il requisito essenziale che assicura la presenza attiva dell’impresa a livello globale e locale facendone un “glocal player”.
Cosa sono i contenuti collegati?
Innanzitutto è opportuno precisare che senza i contenuti strutturati, non esistono contenuti collegati. Contenuti collegati a cosa? Ciascun elemento pubblicato su un sito dinamico Web 2.0 nasconde “dietro le quinte” una serie di collegamenti a servizi e sistemi sia interni che esterni all’azienda per la raccolta di dati e informazioni utili al business. Tracciare e geolocalizzare i contenuti permette all’azienda di rilevare, raccogliere e analizzare il comportamento del singolo “utente-cliente”, così come quello dei gruppi di “utenti-clienti” nei diversi mercati, in relazione ad un determinato prodotto o contenuto pubblicato. In questa nuova ottica il valore dei contenuti, cresce con l’aumentare dei collegamenti generati via web dalle attività degli “utenti-clienti”: aperture, download, commenti, rating, condivisioni, transazioni, ecc. Così quello che in partenza appariva come una “semplice” descrizione di prodotto con video e immagini correlate, per l’azienda diventa una sorgente inesauribile di preziose informazioni di business strettamente collegate tra loro. Il ruolo del DAM in questo processo è strategico poiché i contenuti strutturati sono le fondamenta su cui in seguito vengono costruiti “dietro le quinte”, quei collegamenti sempre più indispensabili allo sviluppo del business. Molte aziende hanno capito l’enorme potenziale dei collegamenti creati intorno ai loro contenuti perché la conoscenza di tali informazioni permette loro di agire o di reagire con prontezza e precisione ad ogni nuovo stimolo del mercato.



