Consigli Per Sviluppare Una Cultura Vincente

Un’eredità di mezzo miliardo di dollari credo sia un privilegio per pochissimi individui al mondo, ma nella storia di questo illustre canadese, Kenneth Thomson ciò che colpisce non è tanto l’eredità ricevuta, quanto quella lasciata alla sua morte nel 2006: un impero di oltre venti miliardi di dollari. Durante la vita seppe circondarsi di persone valide e capaci alle quali restò sempre fedele e dalle quali ricevette fiducia e sostegno incondizionato. Creò così un’innovativa cultura del lavoro incentrata sulla passione che anima le persone e sul rapporto di fiducia necessario a incoraggiare tale passione. Quali condizioni ha saputo costruire per sviluppare una cultura così radicalmente innovativa all’origine del suo straordinario successo?
- Assumere le persone giuste. Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare la persona giusta non è quella con il titolo che si vuole o con l’esperienza desiderata. La persona giusta è quella interessata ai tuoi stessi valori, non quella per la quale potresti risultare addirittura l’ostacolo al raggiungimento dei suoi interessi. Le persone giuste sono quelle appassionate di ciò che fanno e che da questo traggono ispirazione e motivazione per impegnarsi al massimo. Secondariamente sono da valutare l’esperienza ed infine titoli e referenze.
- Comunicare. Coltivare la comunicazione per risolvere problemi di ogni genere. Discutere e analizzare regolarmente i risultati (positivi e negativi) è importante tanto quanto sviluppare la capacità di ascolto nei confronti delle persone vicine così come nei confronti del mercato e del mondo esterno.
- Allontanare le mele marce. Il pericolo maggiore alla diffusione di una cultura innovativa basata sulla passione e sull’impegno è rappresentata dagli individui negativi, da quelli che per definizione si lamentano di tutto e operano nei confronti della collettività un effetto di contagio malefico. Questi individui, una volta identificati devono essere allontanati. Un’organizzazione si nutre di critiche costruttive per evolvere e per crescere, ma poiché le passioni e gli obiettivi delle persone negative, non coincidono con gli interessi generali il loro allontanamento mira al bene collettivo.
- Riconoscere e ricompensare i sacrifici. Oggi lavorare con orari prolungati è un’esigenza sempre più vitale con la quale fronteggiare situazioni di concorrenza disomogenee. Gli imprenditori che pretendono il massimo impegno nei momenti di maggior difficoltà devono riconoscere e ricompensare opportunamente gli sforzi fatti.
- Coltivare le ambizioni. Di solito il concetto di ambizione è connotato negativamente, ma di fatto si tratta di un elemento estremamente positivo in quanto rappresenta il desiderio di una persona a migliorare la propria condizione, la propria situazione attraverso l’impegno per giungere alla propria realizzazione personale e professionale. In questo contesto l’ambizione è importante quanto il sacrificio e l’impegno necessari per la sua realizzazione.
- Valorizzare le diversità. L’energia sprigionata all’interno dell’azienda dall’insieme di esperienze che la compongono, di interessi che la animano e dalle diverse estrazioni del personale alimenta la cultura innovativa. Infine il confronto e l’interazione tra i diversi elementi dell’azienda deve essere incoraggiato e facilitato attraverso spazi fisici appositamente previsti e attraverso opportune scelte nella gestione del personale.
- Sguardo teso all’orizzonte. Investire nel personale per creare una cultura d’impresa innovativa, significa investire nel lungo termine e scommettere su un percorso lungo e laborioso. Trovo molto illuminante la seguente riflessione “Se fossi uno scrittore preferirei scambiare cento lettori di oggi con dieci lettori tra venti anni e con un lettore tra cento anni!”
Seguendo queste poche regole Kenneth Thomson ha generato un ritorno economico astronomico, ma soprattutto ha dato vita ad una cultura d’impresa alla quale possiamo fare riferimento per applicarla nelle nostre aziende e contrastare così gli effetti della crisi.
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